Un altro viaggio, un altro treno in ritardo, un altro risveglio shock il lunedì mattina.
Lascio la mia valle la domenica, gloriosa nei suoi colori autunnali e avvolta in una tenera foschia, per risvegliarmi nella Pavia livida di pioggia, che mi urla la sua ostilità.
Arranchiamo sotto il nubifragio in bicicletta (come al solito siamo mortalmente in ritardo), arriviamo in un'aula troppo affollata che sa di stalla, ci trasciniamo di nuovo, sotto una pioggia ancora più scrosciante, verso il collegio.
La pioggia ha fatto cadere le foglie, c'è un tappeto d'oro in giardino.
Perfino oggi sono riusciti a strapparmi un sorriso.
lunedì 2 novembre 2009
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